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Versione Testuale | Giovedì 21 Settembre 2017

Cenni storici

Testimonianze preistoriche d’insediamenti umani nel territorio di Intragna non ve ne sono, i primi documenti indicano l’appartenenza del Paese ai Conti di Castello che erano i Barbavara, feudatari di Intra, Pallanza, Suna e Valle Intrasca. Alla fine del XII secolo passò alla città di Novara e successivamente, nell’anno 1466, divenne proprietà dei Borromeo. Da questo momento Intragna segue i destini del Ducato di Milano con la dominazione spagnola dal 1535 al 1713 e quella austriaca dal 1713 al 1743. Da tale data entra a fare parte del Regno di Piemonte e Sardegna che, con la parentesi della repubblica cisalpina (1798-1814), si trasformerà nel regno d’Italia nel 1861.

I due conflitti mondiali segnano le pagine più dolorose della storia del Paese. Tali eventi, infatti, non furono vissuti come un’eco lontana, ma direttamente e duramente da tutta la popolazione che subì le morti di molti giovani sui vari fronti, come testimoniano i monumenti ad essi dedicati presenti in Paese.

Finita la guerra fu la volta del boom economico degli anni ’60 con le fabbriche di Verbania e così il Paese, già in ginocchio per gli eventi bellici ed impoverito da consistenti emigrazioni, si è trovato ad essere disertato quasi completamente: piano piano, ma ininterrottamente, iniziò infatti l’esodo verso Cambiasca, Trobaso e Intra.

Nel 1861 Intragna contava ben 1245 abitanti (Cambiasca 736!) oggi purtroppo solo poco più di un centinaio: la storia di Intragna purtroppo sta tutta in questi gelidi numeri sebbene negli ultimi anni la situazione pare essersi stabilizzata ed anzi, il Paese è stato pure allietato da nuove nascite.

La parrocchia.
La parrocchia di Intragna fu eretta il 16 novembre 1617, essendo vescovo il cardinale Taverna [Ferdinando]. Da memoria dell’arciprete don Antoniazza, la chiesa parrocchiale fu cominciata nel 1525 al posto di un’altra più antica, ma fu ampliata in parte nel 1717, in parte nel 1725 e compiuta solo nel secolo scorso. Fu consacrata da Mons. Giacomo Filippo Gentile l’8 ottobre 1848. Dipinta e decorata nel 1873.
Si presenta a una navata con sette altari: il maggiore e sei laterali. Vi si conservano quadri di non molto pregio, raffiguranti il Mistero dell’Incarnazione, S. Aquilino e S. Antonio nel deserto insieme con legni lavorati, quali la cantoria dell’organo, i quindici misteri del Rosario, la custodia delle sante reliquie. Vennero acquistati da persone di Intragna residenti per ragioni di lavoro a Milano, al tempo della soppressione degli ordini religiosi operata da Napoleone I.

Oratori.
Beata Vergine delle Grazie in frazione Cambiaso. – Pure venerata è la cappella del S. Crocifisso sul Pizzo Morone a 2056 metri sul livello del mare.
I registri parrocchiali di Battesimo, di Matrimonio e di Morte cominciano dal 1618; quelli di Cresima dal 1646; uno stato d’anime dal 1697.

Opere Pie.
Asilo Infantile, sorto e continuato per iniziativa del parroco attuale [don Angelo Fossati].

Frazioni.
Cambiasso; Vico.

Emigrazione.
Forte è stata l’emigrazione nell’ultimo cinquantennio. Nel 1883 la popolazione era di 1340 anime, superiore perciò all’attuale.

Fonti bibliografiche:
NOVARA SACRA, Annuario Diocesano, 1931, p. 249-250.